Cinchiali

Abbattiamo la “cinghiala” ma senza prevenzione non si va da nessuna parte

Con l’Ordinanza n.77 del 26/05/2021 il Sindaco Salera ha permesso la cattura e/o l’abbattimento dei cinghiali su tutto il territorio comunale. Una scelta dettata, come riportato nell’ordinanza stessa, dalla sempre più massiva presenza di questi ungulati in città o nei fondi coltivati limitrofi alle abitazioni.

A rischio l’incolumità pubblica

Questa problematica che oramai si protrae da anni, fu già affrontata nel 2020, con il “salvamento” della famosa “cinghiala” con i suoi piccoli, allontanata dalla città ed immessa poi in una riserva di caccia. Negli anni la popolazione dei cinghiali nel territorio comunale è effettivamente aumentata a dismisura, grazie alla costituzione del parco e soprattutto alla capacità di adattamento tipica di questo animale furbo ed intelligente.

Il cinghiale, come altre specie, infatti ha imparato a compiere delle vere e proprie piccole migrazioni anche se di pochi chilometri ma con flussi importantiin termini numerici.

La ricerca del cibo

La motivazione primaria che porta tali animali a spostarsi è indubbiamente quella primaria della ricerca di cibo. Certo anche l’atteggiamento dell’uomo può spingere l’animale a spostarsi, come anche la pressione che può provocare un altro animale che si sta radicando sempre più sulle nostre montagne.

Ad oggi non è raro incontrare cinghiali anche in pieno giorno, in città sono molto presenti nell’area pedemontana di Montecassino, mentre in periferia la zona più soggetta è quella del “concentramento, via Caira”, ma non è escluso ormai trovarli anche in pianura ed in zone ben lontane dal loro habitat originario: la montagna.

Cibo, acqua e protezione

Nonostante quanto su riportato, ascoltando anche i tanti amici cacciatori, dopo l’ultima stagione di caccia, conclusasi a fine gennaio, il numero di capi abbattuti sembra essersi sensibilmente abbassato. Adesso sarebbe importante capire anche come analizzare questo dato.

È chiaro che gli animali furbescamente si siano spostati in zone dove non dovrebbero starci, ma che loro ben riconoscono in quanto vi trovano cibo, acqua e protezione. 

Gli enti interessati

Il territorio del Comune di Cassino rientra in quello che è chiamato ATC FR2, sigla che sta per Ambito Territoriale di Caccia. Ogni provincia è suddivisa in più ambiti, Frosinone ne ha due. Un altro ente interessato dal problema è indubbiamente l’ente parco che gestisce il Parco dei Monti Aurunci e del Monumento di Montecassino, ma in primis Il comune di Cassino.

L’ordinanza…nel merito

Premesso che in passato fu fatto anche un tavolo tecnico tra gli enti, e che in regione sono anni che se ne discute, tenuto conto anche dei danni stimati, un’ordinanza del genere lascia basiti in approssimazione e finalità. 

Nonostante la decisione estrema di abbattere eventualmente gli animali, azione fra l’altro dannosa e malvista anche dai cacciatori stessi, a colpire è la pressapochezza di un provvedimento che affronta la problematica dal basso lasciando di fatto il problema irrisolto e che puntualmente si ripeterà il prossimo anno.

Capire il motivo da cui si genera tale “infestazione” è fondamentale, ci siamo permessi di fare alcune supposizioni.

Cosa può fare l’ente parco

I nostri parchi, più che altro proprio quello del Monumento di Montecassino, spesso sono abbandonati anche a causa della carenza di personale e purtroppo anche di fondi. L’ente di fatto non gestisce il territorio in gestione e spesso non affronta il problema. Fare delle coltivazioni a perdere, ripulire alcune aree ed adibire dei ristori per questi animali potrebbe sicuro rallentare il flusso degli animali verso le zone urbane. Dopo di che censire a dovere gli animali ed eventualmente valutarne l’abbattimento selettivo cosa ammessa in tutti i parchi del mondo, compreso lo Yellowstone.

Cosa può fare l’ATC

L’atc potrebbe sfruttare proprio le associazioni venatorie, visto anche che per le squadre di caccia al cinghiale vengono assegnate delle zone specifiche dove poter svolgere le battute, facendole tornare a “coltivare” e rendere più accoglienti gli ambienti montani. Aiutare i contadini a difendersi dalle scorribande degli animali con la possibilità di stanziare dei fondi ad esempio per recintare le coltivazioni.

Cosa deve fare il Comune

Innanzitutto prevenzione: rivedere ed adeguare la segnaletica verticale, utilizzare dei dissuasori per ridurre la velocità su di alcune strade a rischio, eliminare ogni probabile fonte di cibo proveniente dalla cattiva gestione dei rifiuti.

Manutenzione: la manutenzione dei luoghi incolti è fondamentale! Sono proprio siepi e rovi che danno riparo a questi animali, meglio se hanno nei pressi un piccolo canale ed un fiume. Ci sono aree della città completamente incolte ed abbandonate. Fare ordinanza ad hoc per far sì che anche i cittadini debbano ripulire le proprie terre. 

Non lasciare che si crei l’habitat perfetto spingerà l’animale a trovare altri lidi. Ricreando lo stesso sulle montagne ed in maniera adeguata, farà sì che i cinghiali non avranno più la necessità di spostarsi.

L’inefficacia degli anni

La natura si sta adeguando al nostro nuovo modo di vivere. I problemi di interazione tra uomo ed animali selvatici saranno sempre più. Mentre ora bisognerebbe affrontare quello relativo ai cinghiali, all’orizzonte se ne intravedono altri, come quello dei Lupi ibridi, ma si stanno monitorando anche avvistamenti inconsueti con cervi ed alcuni camosci, in un territorio che ha un grande potenziale ma che soffre la noncuranza politica e l’inefficacia di enti che ad oggi non hanno fatto il proprio dovere.

Cinghiali che invadono i campi

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