Asfalto e il resto scompare…come nel 2017

Il 30 settembre 2017 fu un giorno molto duro per l’amministrazione guidata dall’allora Sindaco, Carlo Maria D’Alessandro e per l’allora consigliere delegato alla manutenzione Francesco Evangelista. Quel dì infatti partirono i lavori di riqualificazione di alcuni marciapiedi della città. In particolare gli interventi riguardarono via Verdi e via Cavour. Saltò all’occhio di parecchi cittadini e anche di qualche consigliere comunale di opposizione, tra cui l’attuale primo cittadino Enzo Salera, che la colata di asfalto strozzò praticamente gli alberi presenti sulla strada. Per usare alcune parole ritrovate sul web : «La gettata è stata fatta proprio a pelo col fusto delle piante generando un doppio equivoco: da una parte il mancato spazio di filtraggio dell’acqua che nutre le piante, dall’altro il rischio che la crescita delle radice possa lesionare il manto».

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Che disastr

In sostanza il consigliere Evangelista fu crocifisso, giustamente, ma fino ad un certo punto, e l’amministrazione invitata a fare armi e bagagli al grido “che disastr“. Oggi, a parti invertite il buon Franco si starà facendo una sana e fragorosa risata. Perché chi lo accusò di incompetenza all’epoca, oggi ha commesso lo stesso errore (Vedi foto) nei pressi di piazza Corte. Forse facendo addirittura peggio. C’è da dire però che l’Evangelista ferito nell’orgoglio, si mise di buona lena, e supervisionò in prima persona i nuovi lavori per consentire agli alberi di avere lo spazio sufficiente.

Alberi e strutture

Del rapporto tra alberi e strutture circostantivi sono studi in ogni dove. Esistono leggi a tutela delle piante che tengono conto delle distanze di rispetto dai manufatti dei “sapiens”. Ma fondamentale è conoscere gli alberi e soprattutto le esigenze che qualora non venissero garantite potrebbero portare alla morte della pianta. Ma anche a situazioni potenzialmente pericolose per i cittadini.
Mentre nel resto di Italia si mettono al bando metodiche di potature dannose come la capitozzatura, a Cassino si persevera nell’ignoranza.

Dopo la figuraccia delle capitozzature dei tigli all’ ingresso della città, oggi appaiono foto di alberi con l’apparato radicale completamente cementato. Ad alcuni può sembrare una cosa banale, invece è una pratica dolosa che certamente porta alla morte della pianta. Questa amministrazione, che ha preso in giro tutti sulla sensibilità ambientale, in realtà non fa e non ha fatto nulla nel rispetto del verde. Intanto l’ironia sui social fa sentire il suo peso: amministratori “asfaltati”!

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