Covid Free?…Magari!

Il sindaco di Pastena nonché medico anestesista, Arturo Gnesi esterna ancora una volta un pensiero condiviso da molti, ma che nessuno ha il coraggio di esternare.

«Osservo i dati, non perché sia ossessionato dal ritorno dei contagi – dice in un post Gnesima per cercare di capire cosa diavolo sta succedendo dopo gli inni alla gioia delle settimane passate. Dai Balcani all’America Latina passando per il nord Africa c’è un aumento del numero dei casi giornalieri. E degli indici di contagiosità che mettono in discussione i provvedimenti adottati dai governi locali, le strategie degli organismi sanitari internazionali e anche l’arrivo della bella stagione».

«La Russia e il Regno Unito, dopo sei mesi di sfrontata sicurezza e di vittoriosi proclami si ritrovano a contare gli stessi numeri di positivi di dicembre e gennaio scorsi.
Certo positivi –
spiega ancora – che non significano necessariamente malati a conferma che la vaccinazione è un rimedio efficace ma non la soluzione del problema.
Così mentre gli italiani iniziano ad annullare i viaggi all’estero e tengono in sospeso le vacanze nel bel Paese non mancano i balletti di quanti oggi dicono una cosa e domani l’esatto contrario».

Per non scontentare nessuno

«Per oggi tutto aperto per non scontentare nessuno e con l’occhio alle elezioni di ottobre, domani si vedrà.
Le vaccinazioni sono indispensabili, al momento, ma non sappiamo se per tutti e fino a quando.
Di certo stanno trasformando il covid in una sindrome influenzale parallela che in tal modo non sconfinfera affatto la movida dei giovani. Il green pass potrebbe essere un cavallo di Troia perché è risaputo che i vaccinati possono essere portatori asintomatici del virus».

La società in freezer

«In tutto questo casino e tiremmolla, – conclude Gnesiin questa arena virtuale dove chi grida di più pare aver ragione, io temo che se non usciamo gradualmente dal contagio, e gli europei sono stati elementi facilitatori della leggerezza collettiva, rischiamo di piantarci di nuovo o di andare con il freno a mano tirato. Una società in “freezer” dove ognuno fa i suoi calcoli ed io non vorrei vedere più i morti in ospedale e le serrande abbassate nel mio paese.
Ma loro sono loro e io non conto un cazzo».

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