Due anni di Salera….ma il cielo è sempre più blu

È dura la salita, la sofferenza non fa scorrere il tempo. Il tempo passa ma si è sempre lì, non cambia lo scenario, lo sfondo è sempre quello e le gambe vengono sempre meno. Il sudore inonda il viso e brucia agli occhi. Come durante una tempesta, in mare non si distingue più l’orizzonte ma solo il cono dell’onda che segue. Il tempo non passa neanche quando si è stitici o si soffre di stipsi, proprio come un’amministrazione ingenua che fino ad oggi è andata avanti “a tentoni”, improvvisando spesso sul tema e più delle volte inciampando e scadendo in situazioni al quanto comiche e a volte raccapriccianti: che fatica! Ma il cielo è sempre più blu!

2 anni di …Salera

La doccia fredda per chi ha ben pensato di optare per la “scelta giusta” alle scorse elezioni ha ammutolito in gran parte degli animi “rivoluzionari”. La delusione più grande per il popolo di “Alla casa” probabilmente è stata proprio l’incapacità di dare una svolta alla politica locale, nonostante la condizione vantaggiosa lasciata in gran parte dalla precedente amministrazione e alla fine “alla casa” non c’è andato proprio nessuno, anzi si sono rinforzati quei legami dannosi con i politicanti provinciali e regionali che più volte hanno dimostrato di remare contro il nostro territorio. Ma il cielo è sempre più blu!

Al peggio non vi è fine…

In tanti abbiamo pensato che il fondo la nostra città lo ha raggiunto con la precedente amministrazione. Forse a forgiare la nostra opinione è stato lo “starnazzare” di tanti piccoli rampolli che, alla fine della fiera, non hanno mai capito nemmeno chi li ha creati. Ma ad oggi bisogna dire che quell’operato è stato rivalutato proprio da chi lo ha fortemente osteggiato quando il centro sinistra aveva una parvenza di unità: Salera. Ci ritorna il mente il vecchio adagio “al peggio non vi è fine” e il naufragar c’è dolce in questo mare.

Le prime figuracce

Verso la fine del primo anno di insediamento, fatto di annunci e tante chiacchiere, il silenzio assordante fu interrotto dalle macchine “cippatrici” della ditta che, incaricata dal nostro comune senza alcun supporto tecnico, ha distrutto i 114 cipressi delle nostre scuole centrali. Nella testa dei cittadini è rimasto solo il rumore delle motoseghe e delle cippatrici con decibel da far vergognare il Billionaire di Flavio. Il tutto mentre i bambini, durante le lezioni, cercavano di pararsi dal calore di quel settembre torrido facendo acquistare improvvisate tapparelle ai genitori. Ora piccoli arbusti “quelli che costavano di meno” hanno preso il posto di quegli alberi. Sui social è stata la prima vera ondata di polemiche che ha colpito la giunta Salera.

Poi i tagli indiscriminati continuarono, in via San Germano a spese delle acacie e bagolari di parte della vecchia Cassino zona vincolata dal PTPR.

Il taglio degli alberi alle scuole centrali

Poi ci fu piazza Diamare

Seguì poi l’incursione di un tirannosauro Rex, che nel nome di Dio o dell’uomo distrusse quei poveri alberelli in piazza Diamare, poi piantati morti alla villa (dove tutt’ora giacciono) lasciando dei parcheggi funzionali. L’annuncio del grande progetto di un’isola pedonale permanente, ad oggi, dopo un anno, però rimane un’area riservata soltanto ai posteggi delle macchine. E anche qui polemiche a gogo e meme che ormai appartengono alla storia dei social.

 Arrivò il tempo dei “parcheggi blu”, vincolando la città per 7 anni ma indispensabili, peccato che nel ripristino di tale servizio in un attimo sono stati messi da parte tutti i diritti dei nostri concittadini disabili. Ma anche di quei cittadini che hanno optato per l’acquisto di una auto elettrica o ibrida. In quei giorni se ne videro di tutti i colori: strisce blu sui dossi, in prossimità di incroci, sopra le strisce pedonali, il tutto mentre la città chiedeva un’isola pedonale permanente e il Vicesindaco, scherzosamente, la enunciava con grande titolo sulla stampa locale. Ma il cielo è sempre più blu!

Lo storico meme sul taglio degli alberi e distruzione aiula in piazza Diamare

La giunta degli iter

L’unica cosa fatta da questa giunta sono stati degli ITER, annunciati, intrapresi di cui oggi non se ne ha più tracia. In parte naufragati chissà in quali lidi. Così la funivia, poi il nuovo mercato coperto, il cinema multisala, la città dello sport. Al momento a Cassino si è tornato a cementare e a lasciar cementare l’impossibile.

Fu poi autunno con la genialata del mercato

E mentre il cv della presidente del consiglio aggiornato al 2017 riportava la dicitura “laureanda”, arrivarono diversi avvisi di garanzia prima e alcune denunce poi. Da Wellcome to Italy alla “corruzione elettorale” indagini che hanno interessato dapprima persone che hanno sostenuto l’elezione di questa amministrazione, mentre la seconda proprio alcuni dei suoi esponenti. Ma da garantisti a “così fan tutti” è un attimo, nel mezzo i cittadini spettatori allibiti di teatrini di un livello che dire mediocre è fare un complimento. Ma il cielo è sempre più blu!

E così tra un ghigno del sindaco e l’incredulità di chi all’opposizione, mentre il mercato veniva spostato nelle strade generando caos e dissenso tra cittadinanza e ambulanti, per non parlare, degli episodi di assembramento in piena pandemia, del “plastic free” ma anche eggs free, passò l’inverno ma ciò che accadde in seguito nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Ed il mercato ancora oggi, ogni sabato, è oggetto di polemiche e post ironici sui social. Conosciuto ai più ormai come “Il mercato del traffico” o “Il Mercato del Caos”. Ma l’amministrazione va avanti, non può cedere alla volontà della cittadinanza. Non c’è più la politica di una volta

Viale Dante un Sabato mattina

Il Covid

La pandemia non ha fatto sconti a nessuno men che meno alla città martire. Ma la politica cassinate non cambiò affatto atteggiamento l’imprinting era quello “alla buona di Dio”. Mentre si iniziavano a contare i casi in particolare in una RSA del cassinate, a colpire il mutismo del sindaco, quasi a sminuire ciò che stava accadendo. Nessuna presa di posizione drastica lasciando sola ed inerme la popolazione. Tanta confusione da costringere il prefetto a dare “supporto” nelle scelte.

Maggio 2020

Manzoni non c’entra nulla! La tana libera tutti della scorsa estate con i vari decreti varati dal governo Conte, fondò di fatto le basi per la seconda ondata del virus.

Complice indubbiamente l’approssimata interpretazione delle nuove disposizioni. A Cassino si chiusero strade nonostante il principio avrebbe dovuto essere quello del distanziamento sociale. Si crearono eventi “non ce n’è di coviddi qui”, poche mascherine, tante birre e soprattutto i nostri amministratori a posare in foto durante il taglio di nastri. La chicca. Proprio durante quella strana estate, mentre le polveri sottili erano alle stelle ed il sindaco veniva ancora una volta diffidato, c’era chi ricordava l’importanza di un organo come la “consulta dell’ambiente” (tutt’ora dimenticata). Ma l’esploit era dietro l’angolo…

Se c’è vita c’è Speranza..

Siamo a luglio 2021 l’ospedale Santa Scolastica è in sofferenza, tra le tante criticità la carenza di anestesisti. Il Sindaco dopo giorni passati a tranquillizzare la città che nel nosocomio è tutto in ordine annuncia che andrà dal Ministro Speranza a chiedere lumi. (Leggi C’è Speranza per il Santa Scolastica?). Tutti ovviamente, tra pernacchie e risate, gli fanno notare che ha sbagliato interlocutore. Da molti decenni il Ministero ha solo il compito di elaborare linee generali di indirizzo. Per fare un esempio, il Ministero dispone i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), al cui interno le Regioni devono muoversi. Infatti l’unico interlocutore doveva essere la Regione. Perché è lì che si sviluppano i piani sanitari per le Province, e da lì partono concorsi, finanziamenti e quant’altro. Ormai tutti i Cittadini sanno che la competenza per la gestione della rete ospedaliera è regionale.

Fatto sta che il problema ancora non è stato risolto.

La ciclabile che non c’è

La nostra città ormai nota ai media nazionali, vuoi per welcome to italy, o per i problemi seri e gravi ambientali, tornò alla ribalta per la “creazione del secolo”: la corsia ciclabile. Il sindaco l’annunciò come una pista ciclabile, poi smentito dal vicesindaco che la chiamò “corsia ciclabile”. Un vero e proprio “alla casa” a quelle associazioni che da anni si sono spese per avere la pista ciclabile. A ridere in tanti, nell’imbarazzo più totale i neo amministratori. Senza dimenticare i monopattini! E Striscia la Notizia fece di nuovo visita alla città.

L’inviata di Striscia la Notizia costretta a portare a mano la bicicletta

Tic tac, fu di nuovo autunno e inverno

Mentre si enuncia il parco urbano nel Bosco Vandra a decine di chilometri dalla città e si discute sull’ampliamento del termo inceneritore di San Vittore e della discarica di Roccasecca, senza una vera e propria presa di posizione in merito da parte di chi avrebbe dovuto ribaltare il mondo e soprattutto non sarebbe mai dovuto scendere a patti col PD che ha fatto del nostro territorio la cloaca della regione. Ma a far da padrone sempre il virus maledetto. Gli studenti vanno a scuola con i pullman pieni a mo di carro bestiame.

Nel frattempo La Rocca viene affidata ad una società di Roma. Dopo le polemiche per l’affidamento ad una realtà non del territorio viene portata alla luce la collaborazione tra l’azienda capitolina e la Cooperativa “La Tana”. Il tutto senza tener conto delle barriere architettoniche, il giorno della riapertura un disabile è stato trasportato a mo di pacco da quattro persone. Roba che fa accapponare la pelle nel terzo millennio. Intanto cultura prende piede attraverso l’associazionismo viziato da iniziative discutibili, culminate con l’elogio dei Grumiers che violentarono centinaia di donne, ma anche uomini, fino ad arrivare al museo “CaRRettoni”. Ma il cielo è sempre più blu.

Rewind, la zona rossa e l’epica battaglia persa da Salera

Ma torniamo un attimo indietro. Siamo agli inizi di marzo la provincia di Frosinone è in zona rossa. Tantissimi contagi al nord, ricordiamo i cluster di Torrice e Monte San Giovanni Campano. Al sud la situazione sembra sotto controllo, ma ciò nonostante le strutture sanitarie sono al collasso. La situazione dunque è grave anche se all’apparenza sembra contenibile. Ed ecco l’atto eroico del Sindaco Salera. Forviato e pompato da alcuni commercianti sconsiderati va in radio e decide di annunciare che presto richiederà la revoca della zona rossa per il cassinate al presidente della giunta regionale Nicola Zingaretti. Ovviamente risate, pernacchie e ancora meme passati alla storia, fanno si che il primo cittadino sgonfi un pò le sue intenzioni. Non parlerà mai con Zingaretti, ma a fargli capire che la richiesta era veramente fuori luogo sarà il consigliere regionale Sara Battisti. Dunque un altro obiettivo miseramente fallito. Ma il Cielo è sempre più blu!

Il Sindaco Enzo Salera

Ma ci sono state anche cose positive

Un emendamento Pro Zaki, un’interrogazione contro gli insulti razzisti negli stadi, la proposta di iscrizione ad una anagrafe antifascista, una mozione pro DDL ZAN. Ma anche un marciapiede, fatto da Astral. La ristrutturazione di alcune scuole fatte con i soldi richiesti dalla precedente amministrazione. Via madonna di Loreto, orribile, dove la criticità più grave è rimasta irrisolta (la strettoia sul vecchio rapido), sempre grazie ai finanziamenti richiesti dalla precedente amministrazione. Per non parlare della continua rinuagurazione di strutture già inaugurate tanto che su whatsapp arrivano foto a gogo di “Enzino mani di forbice”.

Che fatica…sicuramente abbiamo dimenticato qualche figuraccia storica, m è veramente dura sembrano passati 20 anni, ma ne sono passati solo 2. Ma il cielo è sempre più blu!

Rispondi