Ma ndo vai se la banana nun ce l’hai?

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In un clima da X-Files sui progetti dei nostri assessorati, si susseguono interventi su tutto il territorio comunale senza un apparente filo logico. Senza una tabella di marcia, spesso in sovrapposizione ad altri interventi. Sono un esempio i lavori per il marciapiedi di viale Bonomi che si sarebbero potuti svolgere in concomitanza con quelli per la ciclabile. Quantomeno per ridurre i disagi. Oppure l’imminente messa in opera (sembra) della nuova piazza Diamare mesi dopo la frettolosa eliminazione della incolpevole aiuola. O la sistemazione di largo Dante con un bellissimo monumento. Sistemazione dalla quale pare che avanzi una “ingombrante” centralina per la rilevazione dell’inquinamento.

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L’abbeliamo?

Talmente ingombrante che non ci meraviglierebbe se a qualcuno fosse venuto in mente di “abbelarla”. Senza contare l’oramai famigerata corsia ciclabile senza PUT, la ciclabile sPUTtata. Un infinito ciclo di “dai la cera togli la cera” che lascia i cittadini perplessi sulla lungimiranza dei nostri amministratori. Non c’è da meravigliarsi se ad ogni annuncio si
scatenino sul web i pareri di quelli che a Cassino chiamiamo i “capiscioni” che a buon titolo rivendicano il loro “fastidioso” diritto alla opinione personale.
Ma per cento “capiscioni”, che osano condividere pareri più o meno fantasiosi, c’è qualche tecnico che ha titolo e competenze per criticare questo battello ebbro dei lavori pubblici. Non sono passati inosservati per esempio i commenti dell’architetto Giacomo Bianchi che tra il serio e il faceto si lascia scappare, a proposito della ciclabile, che «ci stiamo ostinando a fare collane senza filo».

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Senza banana


Metafora forte per un professionista che a detta dei bene informati abbia messo la sua opera al servizio proprio dei costruttori di collanine e che chiarisce che «finché non si produce un programma strategico di sviluppo della città con una visione organica ed internazionale delle potenzialità di questo luogo, tutti i nostri contributi e suggerimenti saranno inutili». Tempo fa, a proposito del bando di affido della villa comunale, ebbe a scrivere, «uno dei tanti progetti realizzati a Cassino fuori da ogni programmazione o visione di insieme…». Come a dire, ‘ma ndò vai se la banana nun ce l’hai‘?
Parole che, dette da un esperto, pesano come un macigno sull’operato della squadra di Salera.
A noi capiscioni non resta che augurarsi che in una improvvisa folgorazione sulla via di Damasco, i nostri uomini al governo cittadino si decidano a desecretare i leggendari fascicoli con la intestazione “cose da fare“.

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