Il “medagliere” delle Maccaroniadi

2 MIN

Dopo due settimane sono terminate le Maccaroniadi. L’Assessore alla Coesione sociale è tornato al suo posto scrivendo una delle pagine più bizzarre della storia politica cassinate. Abbiamo deciso, come nelle competizione sportive d’eccellenza, di assegnare delle medaglie, che, ovviamente, non saranno sicuramente di metalli pregiati. Parliamo di politica, di poltrone, di inciuci e depistaggi, nulla a che vedere con i sacrifici e gli allenamenti a cui uno sportivo è sottoposto per eccellere in una disciplina. Sughero, compensato e legno, saranno i materiali che vorremmo legare al collo dei protagonisti di queste vicende. (Le trovate riassunte qui Cassino, quanto dureranno le “Maccaroniadi”? e qui Tu chiamale se vuoi…dimissioni).

Medaglia di legno

Per una maggioranza che non deve chiedere mai e che collezione figure barbine in ogni dove. Mostra continuamente i muscoli indossando costumi imbottiti, disperata nella ricerca spasmodica di far notare a tutti un’unità che non esiste più. Nonostante gli editti mediatici. In venti giorni si sono dimessi due assessori, a parole. Entrambi sono stati riaccolti a braccia aperte. Una domanda: cosa è cambiato dalla minaccia di sbattere la porta al reintegro senza provvedimenti? In superfice niente, ovvio. Nel sottobosco non ci è dato sapere. Ma se le dimissioni sono diventate il mezzo per riuscire ad ottenere “qualcosa”, questa maggioranza è già oltre la frutta e il caffè. Del resto le libere interpretazioni sulle “presunte” dimissioni di Maccaro hanno evidenziato una scarsa lucidità, forse dettata dalla fine del banchetto e dagli effetti delle miscele inebrianti che hanno accompagnato il pasto.

Medaglia di compensato

Per un Sindaco che non sorride, non saluta e borbotta contro chi prova a dire il contrario di quello che lui pensa. Ma soprattutto colui che è riuscito a respingere due dimissioni inesistenti, aprendo due crisi basate sul nulla. Nessuno degli assessori ha presentato al protocollo la restituzione delle deleghe conferitegli dal primo cittadino. Uno che vorrebbe fare il presidente della Provincia a queste cose dovrebbe stare attento. Bravo a girare la frittata a suo favore anche quando non ci sono “padelle” in grado di contenerla e le unghie sugli specchi fanno un fracasso immenso. Ma ora c’è un problema di credibilità che sarà molto difficile da risolvere, anche con la calcolatrice.

[smartslider3 slider=”10″]

Medaglia di Sughero

Fino a poco tempo fa era il politico tutto di un pezzo. L’unico in grado di mettere i bastoni tra le ruote nella gestione amministrativa di Salera & Co da una parte e della Divina Barbara Di Rollo dall’altra. Ha detto cose pesanti, si. Si è ribellato contro le scelte calate dall’alto. Ammirevole, se non se le fosse rimangiate 48 ore dopo. E’ caduto nel tranello di chi voleva limitare la sua autonomia di pensiero, con tutte le scarpe. E i “suoi” consiglieri di riferimento non gli hanno dato nemmeno un appiglio per salvarsi. D’Altra parte lo ha detto anche Don Mazzi: «La libertà non sempre ci rende liberi». Basta chiedere scusa.

Lascia un commento